Threat hunting: cosa vuol dire
Il threat hunting è la ricerca attiva, condotta da analisti, di attaccanti già presenti nei sistemi che gli strumenti automatici non hanno segnalato. Si parte da un'ipotesi e la si verifica nei dati.
In breve
Il monitoraggio classico aspetta che una regola scatti. Il threat hunting parte dal presupposto opposto: "supponiamo che qualcuno sia già entrato senza far rumore; dove lo troveremmo?". È un'attività umana, che usa gli stessi dati di un SIEM ma con domande nuove.
Come funziona
Una caccia ha di solito quattro fasi:
- ipotesi: nasce da una tecnica d'attacco nota (per esempio da MITRE ATT&CK), da un avviso di threat intelligence o da un'anomalia notata nei dati;
- ricerca: l'analista interroga log ed eventi degli endpoint, confronta, filtra, cerca ciò che è raro;
- verifica: ciò che emerge viene indagato fino a capire se è legittimo o malevolo; se è malevolo, si apre la gestione dell'incidente;
- miglioramento: ciò che è stato trovato a mano diventa una nuova regola automatica, così la volta successiva scatta un allarme.
Perché è importante
Gli attaccanti più attenti evitano proprio i comportamenti che fanno scattare le regole: usano credenziali valide e strumenti di sistema, si muovono lentamente. Può passare molto tempo fra l'ingresso e il momento in cui l'attacco diventa visibile, per esempio con un ransomware. Il threat hunting serve ad accorciare quella finestra.
Per farlo servono due condizioni: dati conservati abbastanza a lungo (non si caccia in log di ieri soltanto) e persone con competenze specifiche. Per questo è un'attività tipica di un SOC o di un servizio MDR.
Esempio
Un rapporto di settore segnala che diversi gruppi ransomware creano attività pianificate di Windows per restare sulle macchine dopo il riavvio. L'analista formula l'ipotesi: "su qualche server c'è un'attività pianificata creata negli ultimi 60 giorni che nessuno ha autorizzato". Interroga gli eventi dei server, esclude quelle create dagli aggiornamenti e dal software di backup, e ne trova una che ogni notte lancia uno script da una cartella temporanea. Nessun antivirus l'aveva segnalata. Da lì parte l'indagine, e la ricerca diventa una regola permanente.
Anche quando una caccia non trova nulla, il risultato è utile: conferma che un'ipotesi è stata verificata, documenta quali dati erano disponibili e spesso mette in luce sorgenti di log mancanti da aggiungere.
Termini collegati
Dove lo trovi in Dottor Box
Il livello Security Monitor comprende il threat hunting per la ricerca proattiva di minacce nascoste, svolto dal SOC di Dottor Marc sui dati raccolti dal Cyber Agent, con i log centralizzati fino a 6 mesi.
SOC e MDR
Il Security Operation Center di Dottor Marc: monitoraggio, risposta gestita e, se serve, presidio 24 ore su 24.
Scopri di più VedereSIEM e XDR gestito
Log centralizzati, correlazione degli eventi e risposta sugli endpoint, con analisti che filtrano il rumore.
Scopri di più VedereCyber Agent
L'agente sugli endpoint: eventi di sicurezza, integrità dei file e avvisi in italiano.
Scopri di più