Data breach: definizione
Un data breach, o violazione dei dati personali, è secondo il GDPR una violazione di sicurezza che comporta, accidentalmente o illecitamente, la distruzione, la perdita, la modifica, la divulgazione non autorizzata o l'accesso ai dati personali trattati.
In breve
La definizione è all'articolo 4, punto 12, del Regolamento (UE) 2016/679. Non serve un attacco informatico: anche un portatile perso, una email inviata al destinatario sbagliato o un archivio cancellato per errore senza copia sono violazioni. Le linee guida europee le distinguono in tre tipi, che possono combinarsi:
- di riservatezza: dati visti o sottratti da chi non doveva;
- di integrità: dati alterati senza autorizzazione;
- di disponibilità: dati persi o resi inaccessibili, anche temporaneamente, come con un ransomware.
Cosa chiede il GDPR
- Notifica al Garante (art. 33): il titolare la invia senza ingiustificato ritardo e, ove possibile, entro 72 ore dal momento in cui ne è venuto a conoscenza, a meno che sia improbabile che la violazione presenti un rischio per i diritti e le libertà delle persone. Se arriva dopo, va motivato il ritardo.
- Comunicazione agli interessati (art. 34): necessaria quando il rischio è elevato, con un linguaggio semplice e le misure consigliate. Non serve, per esempio, se i dati erano cifrati in modo robusto.
- Documentazione (art. 33, paragrafo 5): tutte le violazioni, anche quelle non notificate, vanno registrate con i fatti, le conseguenze e i provvedimenti adottati. È il registro delle violazioni.
- Il responsabile del trattamento (per esempio un fornitore IT o cloud) deve informare il titolare senza ingiustificato ritardo.
Per chi rientra nella NIS2, un incidente può richiedere in parallelo anche la notifica al CSIRT Italia, con tempi e contenuti diversi. Le due valutazioni vanno fatte insieme. La guida data breach: cosa fare nelle 72 ore le mette in fila.
Perché è importante
Le 72 ore passano in fretta, e il tempo si perde quasi sempre nel capire chi deve decidere. Per questo conviene avere prima ruoli definiti (un CSIRT, il DPO se nominato), un modello di valutazione del rischio e un registro pronto.
Esempio
Un commerciale perde in treno il portatile aziendale con i dati di contatto di 2.000 clienti. Se il disco è cifrato e la chiave non è compromessa, il rischio per le persone è improbabile: la violazione va registrata ma non necessariamente notificata. Se il disco non è cifrato, l'azienda deve valutare il rischio e, con ogni probabilità, notificare al Garante entro 72 ore. Lo stesso evento, due esiti diversi: la differenza la fa una misura di sicurezza decisa prima.
Termini collegati
- DPO
- CSIRT
- Dark web: dove finiscono molti dati sottratti
- Ransomware
Dove lo trovi in Dottor Box
Il Registro Data Breach del modulo Incident Response accoglie ogni evento con la checklist delle fasi, un responsabile per ogni azione e il report in PDF. Il Dark Web Monitoring ti mostra le credenziali aziendali finite nei data breach di servizi terzi, con il nome della violazione di origine.
Incident Response e Data Breach
CSIRT, fasi di gestione dell'incidente e registro delle violazioni con i tempi di notifica.
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Credenziali aziendali compromesse e citazioni del marchio nei siti di leak e ransomware.
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Registro dei trattamenti, nomine, misure dell'art. 32 e data breach.
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